In Serie A un club adesso rischia grossa. Si fa largo, infatti, la possibilità di retrocedere in Serie D allo stato attuale delle cose. Uno scenario, però, a sorpresa potrebbe cambiare e basta questo ad accendere le speranze dei tifosi, che ora incrociano le dita.
E’ un momento molto difficile e delicato per il calcio italiano, che sta facendo i conti con alcuni problemi che si trascina, ormai, da troppo tempo. Molti di questi, in tal senso, sono stati per così dire amplificati dal Covid ed ora un club è seriamente nei guai. Si sta facendo seriamente spazio l’ipotesi della Serie D. Un cambio di rotta improvviso, però, e per certi aspetti inaspettato va ad alimentare le speranze dei tifosi di questa società che rappresenta una istituzione nel calcio italiano.
Momenti a dir poco difficili e delicati in casa Sampdoria. Il club di Genova, infatti, se non dovesse risolvere la questione societaria entro la fine del mese finirebbe in Serie D. Sono tre, al momento, i soggetti interessati all’acquisizione del club. In pole c’è Barnaba, che però fin qui non ha convinto la Sace, società per azioni gestita direttamente dal Ministero dell’Economia e Finanze. Il motivo è semplice: vorrebbe stralciare i debiti, cosa al momento non possibile.
Le proposte di Mincione e di Radrizzani, invece, sono considerate ben strutturate ed entrambe chiedono che il debito accumulato diventi a scadenza a otto anni, come sottolineato da Calcio&Finanza. Queste due offerte, però, hanno bisogno dello stesso sostegno che Garrone, ex patron della Sampdoria, garantisce alla proposta di Barnaba. Per questo motivo c’è una duplice strada da percorrere per evitare la Serie D.
Per evitare un danno del genere bisogna che si trovi la quadra, come detto, entro la fine del mese o, al massimo, entro la prima settimana di giugno. Queste le due strade percorribili in tal senso. O Barnaba presenta una offerta in grado di convincere tutti rinunciando allo stralcio dei debiti oppure uno tra Radrizzani e Mincione riesce a convincere Garrone ad appoggiare il suo progetto. Il tutto, ovviamente, per evitare la procedura fallimentare che costringerebbe il Doria a dover iniziare una nuova vita in Serie D.
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