Dopo 18 anni Igli Tare lascia il ruolo di direttore sportivo della Lazio: ecco i colpi che i tifosi ricorderanno sempre
La notizia era nell’aria ed è stata ufficializzata alla fine del campionato: Igli Tare lascia il ruolo di direttore sportivo della Lazio. Dopo 18 anni l’ex centravanti ha deciso di separare la sua strada da un ambiente che gli ha dato tanto, ricevendo molto in cambio. Un ambiente che ha contribuito a far crescere, permettendogli di godersi alcuni dei migliori talenti approdati in Italia negli ultimi anni. Talenti spesso acquistati a un costo estremamente basso rispetto al loro reale valore.
L’addio, già pianificato, si è consumato al termine della gara di Empoli. Al termine del match Tare si è lasciato andare a parole di ringraziamento per tutte le persone con cui ha potuto lavorare, dal presidente Lotito a tutti i membri dei vari staff che si sono succeduti alla Lazio in questi anni. Senza dimenticare, ovviamente, i calciatori.
Ora per lui si aprirà una nuova avventura professionale, una nuova parentesi di vita sicuramente importante, sicuramente di crescita. Perché sul campo ha dimostrato di saperci fare e, nonostante qualche acquisto misterioso ed enigmatico ancora oggi rinfacciatogli da chi non ha mai apprezzato il suo lavoro, le pretendenti per un profilo di questo tipo non mancheranno sicuramente.
Il più grande pregio di Igli Tare è stato quello di andare a lavorare su mercati poco battuti, acquistando spesso giocatori dell’est europeo. Giocatori dal valore di mercato relativo ma dalle potenzialità straordinarie. Professionisti incredibili che si sono trasformati spesso anche in plusvalenze fondamentali per le finanze del club.
Ovviamente il fiore all’occhiello dei suoi 18 anni di lavoro alla Lazio rimarrà Sergej Milinkovic-Savic. Il talento serbo venne prelevato dal Genk per soli 10 milioni nel 2015 e per otto anni è stato il perno principale del centrocampo biancoceleste. Un top player che ha dato moltissimo alla Lazio e che in questa estate potrebbe, dopo otto lunghi anni, cercare fortuna altrove.
Oltre al sergente, non sono mancati però altri giocatori di primissimo livello. Alcuni hanno assicurato guadagni importanti al club, altri invece hanno garantito un rendimento di molto superiore rispetto al costo d’acquisto. Ad esempio Ciro Immobile, arrivato dal Siviglia nel 2016 per soli 8,5 milioni, o ancor prima Miro Klose, parametro zero dal Bayern Monaco su cui pochi avrebbero scommesso, e che invece alla Lazio visse una vera seconda giovinezza.
Ma non vanno dimenticati in questo elenco gli altri top player della mediana, da Marco Parolo, prelevato dal Parma nel 2014 per 5,5 milioni, a Luis Alberto (arrivato nel 2016 dal Liverpool per 5 milioni), senza dimenticare Lucas Biglia (costato 8 milioni dall’Anderlecht nel 2013). E poi il doppio super-colpo Felipe Anderson, arrivato dal Santos nel 2013, trasformato in plusvalenza nel 2018 e riportato a casa, a soli 3 milioni, nel 2021.
Un elenco straordinario cui vanno aggiunti De Vrij, Candreva, Hernanes, Lulic, Correa, Caicedo, e poi gli ultimi grandi colpi della scorsa estate, Zaccagni, Casale e soprattutto il capolavoro Provedel, portiere di assoluto rendimento prelevato dallo Spezia per poco più di 2 milioni. Nomi che hanno fatto la storia recente della Lazio e che rimarranno per sempre nel cuore dei tifosi. Come il suo, artefice di uno dei periodi di maggior soddisfazione nella storia biancoceleste.
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