Nelle scorse settimane è stata presa una decisione che potrebbe cambiare in certi suoi aspetti, e comportamenti, il mondo del calcio.
È stato compiuto un grosso passo in avanti soprattutto nei confronti delle “minoranze”, se così vorremmo definirle, che nel corso degli anni si sono ritrovate troppo spesso vittime di situazioni spiacevoli. Adesso però le cose sono cambiate, in meglio ovviamente, con il carcere che diventa una seria opzione e soluzione nel momento in cui venisse oltrepassato il limite, cosa che soprattutto in Italia tende a succedere sfortunatamente più del previsto.
Il mondo del calcio, ma anche il gioco, cambierà per sempre. Non perché sono state toccate le regole principali, non perché è stata introdotta una nuova tecnologia, ma perché si è deciso di premiare ma soprattutto affiancare quelle che volgarmente potremmo definire le “minoranze”. Non che lo siano, sia chiaro, anche perché stiamo parlando di figure cruciali nel gioco che tante persone amano e seguono assiduamente, ma che forse fino ad oggi non erano mai state tutelate abbastanza.
Con la decisione di qualche settimana fa qualcosa è cambiato, ma in positivo ovviamente, anche perché d’ora in poi le partite potrebbero prendere un piglio diverso sull’aspetto dell’agonismo, non solo in campo ma soprattutto sugli spalti. Una scelta che tante persone speravano che venisse presa anche prima del 2025, ma in casi come questi si usa dire “meglio tardi che mai”, così da aiutare e quasi incentivare soprattutto le nuove generazioni a fare quello che più gli piace.
Sul proprio profilo LinkedIn l’arbitro donna Manuela Nicolisi, nota sui social per le ultime apparizioni in Kings League, ha voluto festeggiare un traguardo importante per tutta la sua categoria: la Presidenza del Consiglio dei Ministri su presentazione del Ministro per le politiche giovanili e lo sport, ha infatti approvato il decreto Sport che riconosce ufficialmente gli arbitri e le arbitre come pubblici ufficiali.
Con l’approvazione di questo decreto la figura dell’arbitro è sicuramente più tutelata rispetto a quanto non lo fosse in precedenza. Nel corso degli ultimi anni, soprattutto sui social, sono girati video di aggressioni, fisiche e verbali, a direttori di gara che non potevano altro che lasciar correre perché soli contro gruppi di tifosi o addirittura calciatori.
Adesso questa cosa non accadrà più, anche perché chiunque si permetterà di compiere gesti del genere, rischierà addirittura il carcere. Questa legge è un passo importante, “Ma non basta” scrive Manuela Nicolisi sul proprio profilo LinkedIn, perché “il rispetto non si insegna con un codice penale. Si insegna con l’esempio. Con la cultura. Con l’educazione. E anche con le parole”. Ma chissà che comunque questo non possa essere un primo passo importante verso un calcio più rispettoso ma soprattutto non violento.
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