Kostic al Milan, scoppia il caso: Mijatovic attacca il Partizan e contesta la cessione

Kostic al Milan scatena il caos: Mijatovic attacca il Partizan e contesta la cessione del talento classe 2007.

Il Milan si muove in anticipo sul mercato dei giovani e chiude per Andrej Kostic, attaccante classe 2007 del Partizan Belgrado. Un’operazione già definita nei dettagli, con visite mediche effettuate e arrivo previsto a giugno. Fin qui, una classica operazione di prospettiva. Poi, però, è esploso il caso.

Kostic e la trattativa controversa col Milan
Kostic al Milan, scoppia il caso: Mijatovic attacca il Partizan e contesta la cessione – calciomercatotv.it

A scuotere l’ambiente è stato l’intervento durissimo di Pedrag Mijatovic, vicepresidente del club serbo ed ex attaccante di Real Madrid e Fiorentina, che ha preso pubblicamente le distanze dalla cessione. Non una critica velata, ma una presa di posizione netta che apre interrogativi interni sulla gestione del club.

Mijatovic rompe il silenzio: “Decisione inaccettabile”

L’operazione che porterà Kostic in rossonero si aggira intorno ai 10 milioni complessivi: 3,5 milioni di parte fissa, bonus fino a 4,5 e una percentuale sulla futura rivendita. Una cifra che, secondo Mijatovic, non rispecchia il valore reale del giocatore.

Il punto, però, non è solo economico. Il dirigente ha denunciato di non essere stato coinvolto nel processo decisionale: “Non sono stato consultato e non ho nemmeno visto l’offerta del Milan”. Parole che pesano, soprattutto considerando il suo ruolo nella gestione sportiva del club.

Nel comunicato diffuso, Mijatovic va oltre la semplice contestazione della cifra e mette in discussione il metodo: “Se fossi stato coinvolto, mi sarei opposto in modo chiaro a un’offerta così irrisoria”. Il riferimento è anche a una presunta violazione delle procedure interne, con un richiamo diretto allo statuto societario.

La sensazione è che la frattura non sia solo legata a questa trattativa, ma a una visione diversa sulla valorizzazione dei giovani. Mijatovic parla apertamente di precedente pericoloso: vendere un talento come Kostic a queste condizioni rischia, secondo lui, di abbassare la percezione del valore dell’intero settore giovanile del Partizan.

Il Partizan replica e prende tempo

La risposta del club non si è fatta attendere, ma ha scelto un tono più istituzionale. La dirigenza ha annunciato chiarimenti a breve, rimandando a un comunicato più dettagliato previsto nei prossimi giorni.

Nel frattempo, il Partizan ha invitato a mantenere la concentrazione sulle priorità immediate, legate soprattutto agli obblighi imposti dal monitoraggio UEFA. Un passaggio non secondario: il club è impegnato a rispettare condizioni finanziarie stringenti e questo potrebbe aver inciso anche sulle scelte di mercato.

Nel comunicato si intravede anche un riferimento indiretto alla posizione di Mijatovic, con la promessa di chiarire il suo ruolo recente e alcune decisioni passate. Un segnale che lascia intendere come la tensione interna non nasca oggi.

Il Milan, dal canto suo, resta alla finestra. L’operazione è ormai definita e non dovrebbe subire scossoni, ma il contesto ricorda quanto accaduto in passato con altri giovani talenti, quando trattative apparentemente chiuse si sono improvvisamente complicate.

Il precedente André e il rischio di nuovi colpi di scena

Il riferimento più immediato è al caso André, centrocampista brasiliano per il quale il Milan aveva trovato un’intesa con il Corinthians. Anche lì, tutto sembrava fatto, prima del dietrofront del club sudamericano, spinto dalla pressione dei tifosi e dalla volontà di rivedere al rialzo le cifre.

Una situazione che aveva portato il Milan a valutare persino un contenzioso, poi evitato con l’uscita dalla trattativa. Un episodio che resta nella memoria recente della dirigenza rossonera e che rende inevitabile un minimo di prudenza.

Nel caso Kostic, però, lo scenario appare diverso. Non ci sono segnali di una possibile retromarcia, ma le parole di Mijatovic raccontano un clima tutt’altro che sereno. E quando emergono fratture interne così evidenti, il rischio di sviluppi inattesi non è mai completamente escluso.

Per il Milan, si tratta di un investimento mirato: inserire un talento giovane in un percorso graduale, partendo dal Milan Futuro e valutando poi l’eventuale salto in prima squadra. Per il Partizan, invece, questa operazione rischia di diventare un caso politico interno.

La trattativa è chiusa. La storia, forse, non ancora.