Una Firenze in attesa, col fiato sospeso: il nuovo allenatore chiede corsa e coraggio sulle fasce, il mercato apre porte inattese e riaccende un vecchio desiderio. Tra sogni possibili e realtà da verificare, si cerca la mossa giusta per dare voce al Franchi.
Perché servono uomini di corsia
La nuova Fiorentina riparte dal gioco sulle ali. Fabio Grosso, allenatore pratico e ambizioso, ha sempre chiesto ampiezza, ritmo e scambi rapidi. Non è teoria, è prassi. A Frosinone ha costruito la promozione con esterni generosi e terzini che salivano in sincronia. La squadra arrivava spesso sul fondo, cercava il compagno in area, ribaltava l’azione in pochi tocchi. Il messaggio è chiaro: servono esterni di spinta capaci di accendere le corsie anche quando la partita si spegne.
In Serie A, soprattutto contro blocchi bassi, la differenza la fanno i dettagli: un cross pulito, un taglio alle spalle del terzino, una conduzione in campo aperto che slalomeggia pressioni e paure. Il profilo ideale per Grosso? Gamba, disciplina senza palla, qualità nell’ultimo passaggio. Meglio se mancina naturale a sinistra e destro a piede invertito a destra. Non c’è bisogno di nomi per capirlo: lo senti quando la squadra prende campo di lato e il pubblico respira più forte.
Da qui nasce il piano: inserire due interpreti pronti subito, sostenibili a bilancio, e lasciare una finestra per un colpo più ambizioso se il mercato offrirà l’occasione. È il punto in cui visione tecnica e sostenibilità devono stringersi la mano. La Fiorentina vuole correre, ma con buon senso.
Le piste: Kostic, El Shaarawy e il sogno Laurienté
Nella short list ci sono due soluzioni considerate “agili” sul piano del cartellino: Filip Kostic e Stephan El Shaarawy. L’idea è di cogliere un’opportunità a costo zero qualora si aprissero spiragli di svincolo o uscite concordate. Ad oggi, però, non risultano liberi a parametro zero in modo ufficiale. È un passaggio importante: la fattibilità dipende da incastri contrattuali non ancora definiti.
Sul campo, i profili parlano. Kostic è un mancino che vive sulla linea laterale: volumi alti di cross, piede teso, letture da esterno “a tutta”. In Serie A si è visto come possa tenere ampiezza e mettere palloni giocabili con continuità. In uno schieramento 4-3-3 o 3-5-2, sarebbe una calamita per i cambi gioco. Il tema è l’ingaggio: le stime di mercato lo collocano su cifre medio-alte per gli standard viola, trattativa non banale.
El Shaarawy è un’altra cosa: più ibrido, più associativo, più istintivo nell’attacco del secondo palo. Sa cucire il gioco, rientra, si sacrifica. Può partire largo e chiudere dentro, qualità utili se cerchi imprevedibilità. Anche qui la sostenibilità economica è un fattore: stipendio importante e status da titolare da garantire.
Poi c’è il sogno, dichiarato e irrinunciabile: Armand Laurienté. Dribbling in corsa, strappi lunghi, uno contro uno che spacca le partite. Conosce la Serie A, ha margini di crescita e una fame che si sente a distanza. Il nodo è il prezzo: dopo le ultime stagioni, il cartellino resta valutato in una forbice significativa e serve un progetto tecnico forte per convincere il ragazzo. Non è un’operazione lampo, non è un “prendere e portare via”. È un investimento.
In tutto questo, la città guarda le corsie come fossero binari. Da lì può arrivare il treno giusto, quello che rimette la Fiorentina in velocità. Ti piace questa idea di squadra che accelera di lato e poi taglia al cuore? Forse il mercato non regalerà luci al neon. Ma a volte basta una freccia sulla fascia per cambiare il paesaggio di una stagione. E tu, su quale lato del campo aspetti la prossima scossa viola?