Fiorentina: Filippi, ex preparatore dei portieri di Juve e Milan, in arrivo. I Viola puntano su Koleosho

Firenze si muove con calma e ostinazione: tra i pali arriva un metodo che profuma di grandi notti, sulle fasce corre un’idea giovane e verticale. La Fiorentina vuole crescere senza perdere il suo stile.

La sensazione, camminando intorno al Franchi, è questa: la Fiorentina lavora di fino. Non cerca il colpo che acceca. Cerca il dettaglio che svolta. L’estate in viola assomiglia a quelle scalate lente, dove contano i passi corti. E due mosse, diverse ma collegate, raccontano bene l’intenzione.

Un maestro dei portieri per alzare l’asticella

Il reparto più silenzioso, quello dei numeri uno, è spesso il più decisivo. Qui la società ha aperto la porta a un profilo di peso: Claudio Filippi, storico preparatore dei portieri della Juventus e collaboratore di Allegri per oltre un decennio. A Torino ha lavorato con Buffon, Szczęsny e Perin, affinando tecnica di piedi, tempi d’uscita e letture basse. L’indizio è chiaro: la Viola vuole un metodo che regge ai dettagli della Serie A.

Sull’etichetta “ex Milan” circolano versioni diverse. Alcune ricostruzioni parlano di precedenti collaborazioni nell’orbita rossonera, ma al momento non ci sono comunicazioni ufficiali del club che lo confermino. Resta il nocciolo: Filippi porta uno standard da grande spogliatoio. Sedute corte, intensità alta, focus su postura e primo passo. È quel tipo di cura che, alla lunga, sposta un punto a novembre e uno a marzo. E spesso fa la differenza a maggio.

Immaginate la scena: rifinitura della vigilia, tre serie sul cross tagliato, la stessa traiettoria ripetuta finché il corpo risponde da solo. Non è spettacolo. È artigianato. È ciò che serve a un portiere quando lo stadio trattiene il fiato.

Koleosho, un’ala che accende la corsia

L’altra metà della mossa guarda avanti. I viola stringono su Luca Koleosho: esterno classe 2004, canadese con radici italiane, tesserato per il Burnley. Venti anni, gamba leggera e strappo secco. In Premier League ha iniziato forte nel 2023/24, poi a dicembre ha subito un infortunio al ginocchio che lo ha tenuto fuori diversi mesi. Dato verificabile, purtroppo comune ai ragazzi che osano nell’uno contro uno.

Perché proprio lui? Per il primo controllo orientato, per l’abitudine a ricevere largo e puntare l’uomo. La Fiorentina cerca profondità e imprevedibilità sulle corsie. Un’ala che salta l’avversario alza il baricentro e libera il trequarti che arriva a rimorchio. È geometria semplice, la più difficile da eseguire a velocità piena.

Sulla trattativa non filtrano cifre ufficiali. La definizione “viola in pressing” rende bene il momento: interesse concreto, contatti attivi, nessuna fumata bianca. Si parla di concorrenza estera, ma anche qui non ci sono conferme pubbliche. Il contesto però aiuta: il Burnley riparte dopo la retrocessione e ascolta offerte per i suoi giovani di valore. È la finestra giusta per inserirsi con un progetto tecnico chiaro.

Il filo che unisce tutto è la coerenza. Un preparatore dei portieri che scolpisce i fondamentali. Un’ala che accende l’azione dal lato debole. Dietro, ordine. Davanti, coraggio. Ci riconosciamo un po’ in questa idea? L’istinto di non accontentarsi, ma senza sbandate. Firenze sa aspettare. Intanto, il pallone corre sul prato e chiede solo questo: chi sarà il prossimo a prenderlo in mano e, senza rumore, a cambiare il finale di una partita qualunque?