Richarlison nel mirino della Juve: possibile addio al Tottenham per 20-25 milioni

Una voce di mercato accende l’estate bianconera: tra telefonate, incastri e vecchie conoscenze, il destino di un attaccante brasiliano potrebbe cambiare rotta. E la pista porta a Torino, con il profumo d’occasione che mette tutti in allerta.

C’è una chiacchierata che fa rumore. Nel dialogo tra Giovanni Carnevali e Roberto De Zerbi per approfondire la situazione di Guglielmo Vicario, è spuntato un nome che non lascia indifferenti: Richarlison. Il brasiliano del Tottenham resta un profilo capace di dividere, ma di certo non annoia. E quando il suo nome gira vicino alla Juventus, l’orecchio si tende da sé.

Prima di tutto, niente salti in avanti: al momento non ci sono comunicazioni ufficiali. Siamo nel campo delle trattative esplorative, dei contatti informali, dei “se” che fanno il mercato. Ma il contesto esiste. Londra ascolta, Torino osserva. E la finestra resta socchiusa.

Perché la Juve ci pensa

La Juve cerca profili pronti, con gamba, carattere, fame. Richarlison offre tutto questo: attacca la profondità, può fare il 9 o partire largo, pressa forte e tiene botta nei duelli. In Premier ha vissuto stagioni altalenanti, ma ha toccato la doppia cifra nell’annata 2023-24 e ha retto le notti pesanti senza tremare. In nazionale ha più di cinquanta presenze, un oro olimpico conquistato da capocannoniere a Tokyo e gol pesanti in Copa América. È uno che non si nasconde: lo vedi dal linguaggio del corpo, dalle corse a vuoto che diventano strappi buoni, dalla celebre esultanza del “pombo” quando sente che la partita gira.

Sul piano economico, c’è un dettaglio che cambia tutto. Dalla chiacchierata citata filtra che il brasiliano può lasciare Londra per una valutazione intorno ai 20-25 milioni. Non è un prezzo simbolico: è una finestra concreta, soprattutto se si pensa che nel 2022 il Tottenham lo aveva pagato una cifra ben più alta, attorno ai 60 milioni complessivi. La svalutazione riflette scelte tecniche, infortuni a tratti fastidiosi, ma anche una Premier che muove pedine in fretta quando cambia lo spartito.

Quanto vale l’operazione e quali incognite

A queste cifre, un club come la Juventus può ragionare senza forzature: cartellino sostenibile, ingaggio da incastrare (non leggerissimo, ma trattabile), valorizzazione sportiva possibile. C’è però una doppia incognita: la tenuta fisica e l’inserimento tattico. Richarlison dà il meglio se sente fiducia e se la squadra lo accompagna nell’ultimo terzo, con cross tesi e verticalità rapida. In un contesto più posizionale rischia di “spegnersi”. Serve un progetto chiaro, non un colpo di pancia.

Tatticamente, il brasiliano amplia le rotazioni e cambia le partite dalla panchina senza perdere efficacia. Può attaccare il primo palo, creare spazio per una punta di riferimento o ricevere spalle alla porta e girarsi con cattiveria. Dettagli che in Serie A fanno la differenza quando la gara si impantana.

Resta il nodo più intrigante: quell’incrocio nato attorno a Vicario. Segno che le conversazioni tra addetti ai lavori toccano più dossier insieme, come spesso accade. Non c’è una linea retta nel mercato, c’è una ragnatela. E dentro la ragnatela, un brasiliano di 29 anni che ancora oggi ti guarda e sembra dire: “Dammi una maglia, il resto lo faccio io”.

Se l’affare a 20-25 milioni prenderà forma, lo capiremo presto. Intanto una domanda resta sospesa: che faccia avrebbe lo Stadium alla prima “pombo dance” sotto la Sud in una notte d’autunno? Basta immaginarla per far venire voglia di crederci.