Calcio Arabo: svelato perché tutti vogliono andarci

Un vero e proprio paradiso fiscale con un volume di stipendi che va oltre i 600 milioni di euro. L’Arabia Saudita ha stretto accordi con 56 paesi per evitare la doppia tassazione

La Gazzetta dello Sport sottolinea che questo paradiso fiscale si è venuto a creare con una normativa che contempla un minimo periodo di residenza presso la nazione (183 giorni per l’esattezza) per poter essere esenti dall’obbligo di pagare le tasse.

Una regola che non vale solo per i calciatori ma per qualsiasi persona che voglia andare a vivere in Arabia Saudita per motivi di lavoro. A livello fiscale ci sono tre momenti precisi che appaiono decisivi. Il primo va dal momento dell’ingaggio al mese di dicembre dello stesso anno.

Arabia Saudita, un vero paradiso fiscale
Arabia Saudita paradiso fiscale (LaPresse) – Calciomercatotv.it

Al fine di diventare fiscalmente sauditi è necessario un periodo minimo di permanenza di 6 mesi. Dal primo gennaio del nuovo anno quindi, i calciatori che stanno prendendo la direzione Saudita, beneficeranno della tassazione azzerata.

Proprio questa è la seconda fase che del resto è quella più redditizia. Dal giorno 01/01/2024 i giocatori non avranno nulla a che vedere con il fisco.

Arabia Saudita, paradiso fiscale che attrae i calciatori

La soluzione i sauditi l’hanno già trovata stringendo accordi con 56 stati mondiali al fine di evitare la doppia tassazione. Alcuni Paesi hanno delle regole ben precise in tema di redditi provenienti dall’estero. Altri non chiedono niente a livello fiscale ma si tratta comunque di una tematica in continua evoluzione.

Campionato arabo: paradiso fiscale che attrae
Il fisco tanto amato dagli stranieri si trova in Arabia (ANSA) – Calciomercatotv.it

La risonanza mediatica che sta avendo l’Arabia, soprattutto in questo 2023, risiede nel fatto che le cose nel Paese stanno migliorando a livello di incentivi sugli investimenti. In buona sostanza grazie al sistema fiscale locale, tanto maggiore è il soggiorno in terra Saudita tanto più elevato sarà il guadagno.

Ecco spiegato il motivo per il quale i top player che si stanno recando lì stanno stringendo accordi su base pluriennale. Si può tranquillamente equiparare ad una sorta di prepensionamento che si auspica, per il calciatore, più lungo possibile in maniera tale che il paradiso fiscale sia sempre più longevo.

Se queste sono le premesse è auspicabile un gran cambio di rotta nelle scelte dei calciatori di rimanere in Europa. La domanda però sorge spontanea: quanto durerà l’effetto Arabia Saudita? La risposta allo stato dell’arte non è scontata, ma gli effetti iniziali appaiono devastanti con ripercussioni notevoli soprattutto per il blasone dei campionati europei.