“È lui il calciatore italiano più forte di sempre”, molti tifosi si arrabbieranno

Chi è il calciatore italiano più forte di sempre? Spesso per rispondere a questa domanda siamo influenzati dal tifo, ma la risposta a questa domanda farà arrabbiare in molti.

Sono tantissimi i campioni che hanno fatto la nostra storia, ma solo uno è riuscito a mettere davvero d’accordo tutti.

il più forte
Chi è il calciatore italiano più forte di sempre? (ANSA) CalciomercatTv.it

Francesco Totti, Alessandro Del Piero, Gianni Rivera, Gigi Riva, Christian Vieri, ma anche Alessandro Nesta, Gianluigi Buffon e Fabio Cannavaro ci sono decine e decine di grandi calciatori, ma quello di cui vi parliamo oggi non è tra quelli elencati.

Gli esordi e la passione per il calcio

Roberto Baggio, fin da piccolo, ha mostrato una dedizione totale al calcio, tanto da saltare i pasti pur di non interrompere le sue partite.

Questa passione lo ha portato a debuttare giovanissimo, a soli 16 anni, in Serie C1 con il Lanerossi Vicenza. Il suo primo gol in campionato segna l’inizio di una carriera straordinaria che lo vedrà diventare uno dei calciatori italiani più forti di tutti i tempi.

Il trasferimento alla Fiorentina e gli infortuni

Dopo aver dimostrato il suo talento con il Vicenza, Baggio si trasferisce alla Fiorentina per una cifra record all’epoca. Tuttavia, poco prima della firma del contratto subisce un grave infortunio al ginocchio che avrebbe potuto porre fine alla sua carriera. Nonostante ciò, la Fiorentina decide comunque di puntare su di lui e attende pazientemente il suo recupero. Questo periodo difficile segna l’inizio della sua relazione con il buddismo che lo aiuterà a superare gli ostacoli futuri.

Baggio è il più forte?
È lui il più forte (ANSA) CalciomercatoTv.it

Una volta recuperato dall’infortunio, Baggio dimostra tutto il suo valore sul campo diventando la rivelazione della Serie A nonostante alcuni contrasti con l’allenatore Sven-Goran Eriksson. Forma insieme a Stefano Borgonovo la coppia d’attacco “B2”, portando la squadra ad ottenere risultati importanti come la qualificazione alla Coppa UEFA.

Il passaggio alla Juventus e le prime difficoltà

Il legame tra Baggio e Firenze è molto forte ma la Juventus offre 25 miliardi di lire per lui e così inizia una nuova avventura a Torino. Nonostante alcune difficoltà iniziali dovute anche ad un nuovo infortunio al menisco, Baggio riesce a dimostrare tutto il suo talento anche nella nuova squadra.

Nonostante non fosse titolare all’inizio del mondiale del 1990 tenutosi in Italia, Roberto Baggio si rivela essere uno dei giocatori chiave della nazionale italiana guidata da Totò Schillaci. Le sue prestazioni contribuiscono significativamente al raggiungimento delle semifinali dove l’Italia viene eliminata ai rigori dall’Argentina.

Con l’arrivo di Giovanni Trapattoni sulla panchina della Juventus, Baggio trova un ambiente più favorevole che gli permette di esprimere al meglio le sue qualità tecniche. Segna numerosi gol decisivi sia in campionato sia nelle competizioni europee contribuendo significativamente ai successi della squadra.

Nel dicembre del 1993 viene premiato con il Pallone d’Oro consacrandosi definitivamente come uno dei migliori giocatori al mondo. Successivamente partecipa ai Mondiali negli Stati Uniti nel 1994 dove gioca un ruolo fondamentale fino alla finale persa contro il Brasile nei rigori; episodio ricordato soprattutto per il suo errore dal dischetto nell’ultima battuta.

 Gli anni nelle grandi squadre italiane

Dopo aver lasciato la Juventus nel 1995 segue un periodo durante cui veste le maglie delle più importanti squadre italiane tra cui Milan, Inter e Bologna realizzando prestazioni memorabili che confermano ulteriormente le sue eccezionali doti tecniche nonostante gli acciacchi fisici continuino ad affliggerlo periodicamente.

Baggio conclude così quella che può essere considerata come una delle carriere più emblematiche ed emozionanti nella storia del calcio italiano ed internazionale; caratterizzata da momenti altissimi ma anche da periodici ostacoli fisici superati sempre grazie ad una resilienza fuori dal comune.

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